venerdì, giugno 15

Il semaforo - Parte II

Ore 8:00.

Ora di punta, traffico insopportabile e lento. Come se non bastasse, delle figure ferme accanto al semaforo in fondo alla strada. Appena scatta il rosso si muovono, in modo insolitamente indolente. Man mano che le figure si avvicinano aumenta la mia curiosità. Non mi accorgo che alla radio c'è Laura Pausini, per dire. I due sono quasi all'altezza della mia macchina ora. Finalmente capisco cosa mi incuriosisce di loro: l'aspetto. Non i soliti straccioni, niente sandali e puzza. Solo la forte, inconfutabile sensazione che emanano: arroganza. Trasudano spocchia da ogni poro.



 - Dame dos euros. -, esclama il primo, bussando al finestrino. Non finge di volermi offrire un servizio, non brandisce detergente e spazzole.


- Dame dos euros, ahora - gli fa eco la sua compagna, mentre mi guarda con aria di superiorità dall'altro finestrino.


Dopo lo sconcerto iniziale riprendo il mio sangue freddo e faccio quello che faccio di solito: porto la mano agli spiccioli sul cruscotto. Li metto velocemente in tasca, mentre con l'altra mano faccio scattare la chiusura centralizzata. Poi scuoto la testa con aria dispiaciuta, come a dire "Non ho contanti, mi spiace".

- Gilipollas! - Scandisce lentamente l'uomo. Neanche la gentilezza di offendermi nella mia lingua. - Somos más ricos de lo que los italianos! -, gli fa eco lei, con aria di disprezzo, mentre agita davanti ai miei occhi il bottino - cospicuo - della giornata.

Finalmente verde. Riparto, sollevato. Accelero, e il rumore della mia auto copre solo parzialmente il loro grido di commiato:
- Mendigo de mierda!

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