martedì, gennaio 25

Notturno

Foto tratta da Caution Sign
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Mi muovo in fretta, ho il respiro pesante. Ansimo. Sono troppo eccitato, devo pensare ad altro. Non sono abituato alla presenza di una donna. Non so cosa dire,  non controllo bene le emozioni. Devo pensare ad altro. In fretta. Come il mio pessimo rapporto con il sesso. Roba da analisi. Mi terrà tranquillo un bel po'.

Forse sono stati i traumi infantili. Tanti. Ricordo lo shock quando sorpresi i miei mentre lo facevano. Quel giorno ero tanto sconvolto, mio padre dovette accarezzarmi a lungo. Non riuscivo ad eccitarlo, non di fronte a mia madre, non dopo quanto avevo appena visto. Il pensiero di mia madre ha un pessimo effetto sulla mia erezione. Torno a pensare alla mia ragazza, alla prima volta che l’ho vista. La giro con forza e ricomincio a prenderla.

È stato nel parco, di sera. Portava il suo cane in giro. Taglia piccola, altrimenti non avrei avuto il coraggio di fare il mio approccio. Non sono simpatico ai cani grandi. Era al telefono, non mi aveva notato subito. Mi ricorda molto mia madre, il suo modo di gesticolare è identico. Ampi gesti dietro la macchina fotografica. Io ero terrorizzato, ma lei sapeva sempre tranquillizzarmi, mi accarezzava la schiena solcata dalle cinghiate. Non mi controllo più. Il ricordo è intenso, le sensazioni amplificate.

Troppo eccitante quel pensiero. Meglio così, comunque. La sentivo distante negli ultimi minuti, un po' fredda. Rimango fermo su di lei a lungo, con gli occhi chiusi. Finalmente mi decido e mi sposto. L’auto in fin dei conti non è il posto più comodo dove farlo. Lei è immobile, assopita, la guardo incantato mentre mi rivesto, piano. Apro lo sportello, dopo averla coperta per bene. Mi sgranchisco e guardo la notte. Ascolto la notte. Respiro la notte. Il buio fitto mi fa sentire in pace con me stesso. Cosa darei per una sigaretta. No. Maledizione. Meglio così. È un pessimo vizio.

- È tardi, sarà meglio andare.

Vado verso l’auto. Apro delicatamente il bagagliaio. Di spazio ce n’è tanto, nonostante ci sia già il cane. È davvero comoda la mia auto.

[Racconto autobiografico su Il padre dei racconti]

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